mercoledì 2 novembre 2011

Eziologia di "hotel e letti singoli"

E poi
La storia finirà
Hotel
E letti singoli
Avrò un nuovo cardigan

Arrivederci
E' stato bello
Mi bagliavo
Ti sbagliavi
Era poco più di niente

E poi
La moda passerà
Cognac
E posacenere
Voilà
Un’altra libertà

Arrivederci
Addio per sempre
Mi spogliavo
Ti spogliavi
Era poco più di niente
E poi

(Baustelle)

venerdì 30 settembre 2011

Il giorno in cui lessi il suo nome in caratteri colorati, un giorno dimenticato così, fra i tanti più ingombranti, oggi torna chiaro: ricordando che poco prima non c'era alcun nome. Esattamente come adesso sento la necessità di nasconderlo, perchè è sera, le mani si muovono meccanicamente e sono stanche dell'abitudine alla sua ricerca.
I desideri nuovi hanno un che di triste e un che di splendido. E sono di fronte ad una pagina bianca, senza caratteri, con il tuo di nome, che mi viene alla mente e la accarezza. Per non dire cuore, ovviamente.
Per riempire i giorni di sorrisi piccoli, dolci e adorabili, incomprensibili per me, eppure miei miei miei miei.
Ma ora, "il cuore fa tum tum più del solito" e tanto basta. Per essere felice stasera.

sabato 27 agosto 2011

sabato, tra sera e pomeriggio.

E' una guerra che non voglio vincere. Come quella del mio chewingum che mordo e vorrei sputare, contro le mie guance, come quella che intraprendo quando inizio a battere dei tasti senza sapere dove voglio arrivare. Tanto per scrivere.
C'è un profumo di chi non sono più in questa stanza, e ancora non entra il profumo di chi sarò, il profumo che mi dice timancheràquestacittà, che ripete nonandràtuttocomehaipianificato.
E' una guerra che non voglio vincere, e che però voglio perdere molto bene.
Fa caldo, il cielo è grigiazzurro e mi manca poter raccontare del capitano Akab. Dove sarà Roberta, quando sarò circondata dal mare?

domenica 10 luglio 2011

Torta al cacao


Avevi sognato che facevamo l’amore. Era buio, all’aperto, in un luogo grande. Lo ricordo come se l’avessi vissuto io al posto tuo; ma eri tu, tu che devi scrivere i sogni per ricordarli.

Non abbiamo più ballato il sirtaki, ci hai mai pensato?
Ho visto due donne che facevano l’autostop ieri sera, mentre mi allontanavo dall’odore bruciato dei desideri inappagati; come quello dei miei dolci in forno, quando penso troppo densamente e li lascio lì. Forse tutto questo l’ho sognato: no, non era un sogno bellissimo come il tuo.
Ma l’ho visto chiaramente e ho tremato: non balleremo mai più il sirtaki.

venerdì 8 luglio 2011

La felicità profuma di bagnoschiuma e sole

Odio ritrovarmi qui a scrivergli. Vorrei saper raccontare un mondo più complesso, fatto di attimi più vellutati, di sfumature varie, di qualcosa che trascenda un banale "noi". Ma non riesco, la totalità sfugge e sono sola con questo pensiero marginale, che irrita la pelle, che contrae i muscoli e che gonfia le ghiandole.
Potrei morire domani.
Anche se stasera sento di avere addosso l'odore di quanto eravamo felici.

giovedì 30 giugno 2011

Come i versi delle scimmie urlatrici nella foresta.

Dovremmo tirarci fuori abbastanza da questa vita che non sa. Neanche l'illusione di camminarci sopra, alle stelle, ai tappeti di porpora, alle sensazioni istantanee, diminuite e alterate e spente un giorno e quello dopo, neanche questo ci salverà.
Leggere "you are the flower of the mountain yes" e sentirsi rassicurati abbastanza da poter trascorrere un'altra notte, una nuova notte, una vecchia notte, una benedetta notte. Interrogativi generali sulle questioni del mondo, sugli ecosistemi e sui gruppi umani, sulla tecnologia e sulla solitudine. Sull'aspettativa e sulla curiosità. E sui pensieri: se possano viaggiare e scontrarsi oppure diano solo fastidio alla testa.
E poi no, se squilla il telefono non sei mai tu. Numeri e codici sullo schermo di un telefono, nient'altro, niente di poetico di sicuro.

domenica 26 giugno 2011

Equilibristi

Quanto è bello camminare sopra questo filo teso.
Senza che la completezza divenga necessità. Incompleti e perfetti nella trappola di tutto ciò che non è, tessiamo e disfaciamo come Penelope una tela di attimi, di esitazioni e piccoli vuoti di senso.
La sensazione è di un filo teso che odierei spezzare e ancora di più allentare.
"Vivo di equilibri" un pensiero disse. Instabili, com'è chiaro. Lenti, faticosi a tratti, intrisi di futuro e grondanti di passato.
Che è estate, oramai lo so e potrei cucinare un tiramisù.