"Tesoro io per te sacrificherei la vita. Di chiunque. Anche la tua."
Non lo puoi sapere, cosa voglia dire essere un altro. Non te lo immagini: riuscire a comunicare tutto più apertamente e sinceramente proprio in virtù della propria falsità. Eppure io lo so, lo sento che l'amaro in bocca c'era, che la paura, se pur vincente, si scontrava drammaticamente col desiderio. Che siamo bravi a seppellirlo, tutti. Esseri umani dotati di ragione: la scusa di Voltaire per giustificare la nostra squallida formalità. Andrai - andremo - a scontrarci contro queste contorsioni: quella sarà la fine. O l'inizio.
Eppure fa finalmente caldo, il vento estivo gonfia le tende e sono così felice...
Ma sai, ho appena scoperto una cosa importante: l'onestà non giustifica la cattiveria.
sabato 2 giugno 2012
domenica 20 maggio 2012
"Giuro, non scriverò più pagine di diario"
Dei capelli, degli occhi, un naso, una bocca e delle orecchie: oggi è questo la tua immagine.
Atterrita, mi rassegno a capire che non sento più niente, che sono libera. Che non c'è niente di più estraneo ora di quello sguardo, di quella forma, stagliata forse in un passato - eppure non è che ieri! - che non riesco neanche più a definire. O banalmente, stampata sullo schermo di un computer. E si fa brutto il mio modo di scrivere, perché brutta è questa sensazione. Non ho più idea di chi eravamo. Non ho più idea se eravamo.
Il labile confine fra il sollievo e l'amarezza.
E' davvero, davvero tutto finito?
Atterrita, mi rassegno a capire che non sento più niente, che sono libera. Che non c'è niente di più estraneo ora di quello sguardo, di quella forma, stagliata forse in un passato - eppure non è che ieri! - che non riesco neanche più a definire. O banalmente, stampata sullo schermo di un computer. E si fa brutto il mio modo di scrivere, perché brutta è questa sensazione. Non ho più idea di chi eravamo. Non ho più idea se eravamo.
Il labile confine fra il sollievo e l'amarezza.
E' davvero, davvero tutto finito?
lunedì 14 maggio 2012
Il cuore di tua madre per i miei cani
Fa di nuovo freddo e ti odio. Strano, come le due cose coincidano.
Il gabbiano dice che si può morire per gioco e per scelta. Marai dice che si avvisa sempre quando si muore, o si va via.
Credo di saperlo ora: non ti perdonerò mai.
Non ti perdonerò mai di esistere.
Di avermi fatto buttare tempo nella spazzatura. Il tempo che ti fa - faceva- tremare di paura è ora laggiù, sepolto insieme a te: inutile.
Il gabbiano dice che si può morire per gioco e per scelta. Marai dice che si avvisa sempre quando si muore, o si va via.
Credo di saperlo ora: non ti perdonerò mai.
Non ti perdonerò mai di esistere.
Di avermi fatto buttare tempo nella spazzatura. Il tempo che ti fa - faceva- tremare di paura è ora laggiù, sepolto insieme a te: inutile.
lunedì 7 maggio 2012
martedì 1 maggio 2012
Biasimo
Poi dico che fa caldo e che la mia grafia si è fatta più piccola, meno tonda. Appuntita. Oggi il mare non mi dice niente - strano - tu nemmeno.
Le parole sono un bisogno sopravvalutato.
Credevi davvero che avrei potuto leggere negli occhi?
Non basta - no! - che mi guardi con quelle tue pupille ormai disinvolte, non capisco, come - forse - non ho mai capito.
E' il silenzio ad essere un bisogno sopravvalutato. E ora mi chiedo cosa sarebbe stato se; se avessi capito, se capissi. Anche capire è un bisogno sopravvalutato, perciò ora mi è tutto quasi chiaro, sia pure per poco.
Mi date tutti la nausea di Sartre.
Tutto questo è insopportabile.
Le parole sono un bisogno sopravvalutato.
Credevi davvero che avrei potuto leggere negli occhi?
Non basta - no! - che mi guardi con quelle tue pupille ormai disinvolte, non capisco, come - forse - non ho mai capito.
E' il silenzio ad essere un bisogno sopravvalutato. E ora mi chiedo cosa sarebbe stato se; se avessi capito, se capissi. Anche capire è un bisogno sopravvalutato, perciò ora mi è tutto quasi chiaro, sia pure per poco.
Mi date tutti la nausea di Sartre.
Tutto questo è insopportabile.
lunedì 16 aprile 2012
Sussurri e giambi
Mi chiedo che ne è stato della metrica nei nostri discorsi.
Sarebbe bello parlarti potendo aggiustare le clausole alla fine di ogni frase, come ad immaginare un tuo orecchio naturale per la musica che è in ogni parola, mentre la pronuncio.
Non avrei fretta nel comunicare, se a pensieri imperfetti e parole imperfetta, si accompagnasse ancora, il suono dolce che sogno di farti ascoltare.
Ma l'ho persa un'altra volta ancora la tonalità giusta, il piede catalettico con cui cantarti dei miei giorni.
Si è di nuovo scordata l'anima mia, rispetto alla tua.
Sarebbe bello parlarti potendo aggiustare le clausole alla fine di ogni frase, come ad immaginare un tuo orecchio naturale per la musica che è in ogni parola, mentre la pronuncio.
Non avrei fretta nel comunicare, se a pensieri imperfetti e parole imperfetta, si accompagnasse ancora, il suono dolce che sogno di farti ascoltare.
Ma l'ho persa un'altra volta ancora la tonalità giusta, il piede catalettico con cui cantarti dei miei giorni.
Si è di nuovo scordata l'anima mia, rispetto alla tua.
domenica 4 marzo 2012
Lista della spesa.
Rivedere alcune convinzioni sulla provvidenza e sull'utilità delle mentine. Vendicarsi.
Smettere di voler capire tutto. Tagliare la unghie.
Non divagare troppo, tacere alcune faccende importanti.
Andare a dormire presto e non rinnegare troppe cose.
Bere più acqua. Vigilare sugli istinti più tristi.
Avere qualcosa da temere e qualcuno da amare.
Smettere di voler capire tutto. Tagliare la unghie.
Non divagare troppo, tacere alcune faccende importanti.
Andare a dormire presto e non rinnegare troppe cose.
Bere più acqua. Vigilare sugli istinti più tristi.
Avere qualcosa da temere e qualcuno da amare.
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