sabato 14 luglio 2012

Anacoluto

Cosa ci spinga a sospendere un pensiero, un inizio, un desiderio, un perchè. Me lo chiedo incessantemente. Me lo chiedo e ti chiedo di non anticipare infinite grandezze che poi tornerai a nascondere.
Sorridi e ti celi. Arrivi d'un tratto, spezzi le frasi, i saluti, il ritmo incalzante degli avvenimenti.
Mi resta qualche pagina scritta e un mare di speranze.

E poi si mischiano contrasti di me. Parlo e avverto il calore di luglio e di nuovi occhi scuri. Incontri e scontri, poche facezie da raccontarsi. Non so più con chi ho a che fare: cambio repentino di soggetto.

sabato 7 luglio 2012

Il nulla.

"E - meglio di lunedì - accorgersi, nel caos dell'ipermercato o in un beato megastore, della bugia che sta alla base del mondo e in un secondo coglierlo, spogliato e crudo: il nulla."

Osservavo, forse un po' stanca, i cerchi nel bicchiere, quando l'acqua si muove. Era la quiete, il silenzio banale che c'è tra queste continue scosse, interrotte. Tutto possibile, tutto passato.
Cosa avviene non saprei dire; futili e inconsistenti momenti, un chiacchiericcio gradevole, destinato ad andar via, a restare un vacuo frastuono di ricordi. O forse no.
Non c'è nemmeno un "tu", oggi, a cui parlare. Sembra strano: non per questo le cose appaiono meno belle.

"Mi dici che ti emoziona il tramonto ed io ti chiedo se ce l'hai per caso in tasca un chewingum"

sabato 30 giugno 2012

Una puntura di spillo.


Troppe orecchie (troppi occhi!) a cui parli, ma non certo le mie. Mi manca la presunzione per leggere il mio nome fra le tue righe.
La mia rassegnazione non sa di niente: questi silenzi irreversibili mi impediscono di arrivare a dire che forse è sempre stata la mia ambizione a disgustarti. Non sarei mai arrivata a dire “mediocre”, se tu ne avessi voluto assaggiarne un po’, ridendoci su, bevendo un caffè bruciato.
Ma è bastato un colpo di coda, una ferita superficiale perché si palesasse un’espressione sdegnata che non conoscevo, che non avrei voluto conoscere.
Non lo avverti, penso.
Chissà con chi parlavi.

“Eri più bella e più gentile prima di finire in pasto all’indolenza”

giovedì 7 giugno 2012

Non c'è più niente da temere

Ora che si gioca a carte scoperte, ad armi pari. Restano due ferite sui talloni, che non servono a niente.
Una prova che l'estate è iniziata e non riesco più a pensare.

sabato 2 giugno 2012

Scirocco

"Tesoro io per te sacrificherei la vita. Di chiunque. Anche la tua."

Non lo puoi sapere, cosa voglia dire essere un altro. Non te lo immagini: riuscire a comunicare tutto più apertamente e sinceramente proprio in virtù della propria falsità. Eppure io lo so, lo sento che l'amaro in bocca c'era, che la paura, se pur vincente, si scontrava drammaticamente col desiderio. Che siamo bravi a seppellirlo, tutti. Esseri umani dotati di ragione: la scusa di Voltaire per giustificare la nostra squallida formalità. Andrai - andremo - a scontrarci contro queste contorsioni: quella sarà la fine. O l'inizio.
Eppure fa finalmente caldo, il vento estivo gonfia le tende e sono così felice...
Ma sai, ho appena scoperto una cosa importante: l'onestà non giustifica la cattiveria.

domenica 20 maggio 2012

"Giuro, non scriverò più pagine di diario"

Dei capelli, degli occhi, un naso, una bocca e delle orecchie: oggi è questo la tua immagine.
Atterrita, mi rassegno a capire che non sento più niente, che sono libera. Che non c'è niente di più estraneo ora di quello sguardo, di quella forma, stagliata forse in un passato - eppure non è che ieri! - che non riesco neanche più a definire. O banalmente, stampata sullo schermo di un computer. E si fa brutto il mio modo di scrivere, perché brutta è questa sensazione. Non ho più idea di chi eravamo. Non ho più idea se eravamo.
Il labile confine fra il sollievo e l'amarezza.
E' davvero, davvero tutto finito?

lunedì 14 maggio 2012

Il cuore di tua madre per i miei cani

Fa di nuovo freddo e ti odio. Strano, come le due cose coincidano.
Il gabbiano dice che si può morire per gioco e per scelta. Marai dice che si avvisa sempre quando si muore, o si va via.
Credo di saperlo ora: non ti perdonerò mai.
Non ti perdonerò mai di esistere.
Di avermi fatto buttare tempo nella spazzatura. Il tempo che ti fa - faceva- tremare di paura è ora laggiù, sepolto insieme a te: inutile.